lunedì, 16 novembre 2009

Colourful_Sunset_by_Orsoni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

foto di Piero Orsoni

 

A te che vivi
eccitazioni e languori di un altro emisfero
sotto stelle velate e lune crescenti - respiri aria speziata
densa di palme e ocelli d'ombra
è primavera
il sole del tramonto pende
liquido e rosso sull'oceano, cade

a me basta un quadrivio
divergente dal colle, in un'altra città
agli angoli, mi sorprende un vento diverso
edifici plasmati in stile austroungarico
un caffè più nero
scudo d'argento convesso il mare
nel Carso le foglie d'autunno stillano sangue

mi basta questo
e la gente che passa, normale e strana
entro in un mio provvisorio
sradicato benessere

postato da: aboutyou alle ore novembre 16, 2009 16:33 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 30 ottobre 2009

 

 
d'abitudine, intreccio una casa
con gesti di mani umide, traslochi di oggetti -
quando esco da imbuti notturni
mi chiudo in veli d'acqua, reti di passi
vengo da luoghi che trapelano ronzii sospesi
spazzo fantasmi agli angoli

appuntellata alla finestra
guardo una sfera ardente fra condomini -
quanto vorrei buttarmi addosso
un piumino di musica e parole...

e rimaglio un cammino sulle pietre
luminose, scure, seminate di trappole:
la fondamenta odorosa di salso mi porta
ai gradini, da ascendere in sequenza -
questo ponte, inarcato come altare
brucia i rimorsi

l'orizzonte è di nuvole e montagne
onde viola ed uccelli

man ray

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: aboutyou alle ore ottobre 30, 2009 18:28 | Permalink | commenti (5)
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venerdì, 11 settembre 2009

mountains4

sul Falzarego il cielo ha stelle di latte, lune ghiacciate
traccianti di gioia rompono il nero - in questo
universo altro, il buio schiara
in cristalli squillanti

chi sale, nei polmoni ha spilli
e raggiunge il versante, insegue costellazioni
che sforano il tempo, esplosioni nuove
chi sale, cattura
galassie di luce nelle vallate, il doppio manto
della cometa Hale Bopp
scioglie lo sguardo
nel vibrare di aurore boreali

http://www.cortinastelle.it/index.html

postato da: aboutyou alle ore settembre 11, 2009 15:43 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 21 agosto 2009

CIMG1417

 

 

 

 

 

 

L'acqua muore nelle città

Ha cuore di stella
il minuscolo fiore che mangia carne –
canne muovono foglie lanceolate
scoprono luce d'acqua nella torbiera
insinuata di verde e azzurro-lilla

ombre, corpi, radici
d’alberi cerchiano la radura
bianchi fiocchi si sfibrano al sole –
organismi pullulano, in decomporsi
macerarsi e proliferare

su cedevoli sfagni non oso passi
mille muschi, ricciuti o spenti
mi chiamano
e l'ossigeno li trapassa
scende nel rosa di cuscini
che conoscono sfumature antiche:
sono gli sfagni, sprofondanti sfagni
mescolano vita e morte
pullulare d'insetti, confini vegeto-minerali
fino all'ipocentro di torba

tutto è un respiro
dal millenario sostrato ai voli
di libellule-stecco

postato da: aboutyou alle ore agosto 21, 2009 16:49 | Permalink | commenti (4)
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lunedì, 03 agosto 2009

Gares_Autumn_Wood_by_Orsoni

 

 

 

 

 

 

 

foto di Piero Orsoni

Che fine ha fatto
la pianta di fico oltre il muro - frutto
con piacere sottile visto spiccare al nonno:
aveva gli occhi di un'azzurro pallido, slavo
si accendevano quando squarciavo
la polpa rossa coi denti da latte

succhiavo zucchero in stille cadenti

che fine hanno fatto i dadi intagliati
nel legno, dipinto dal nonno:
aveva il nome di una Vittoria italiana –
da Ceneda ° emigrarono i suoi avi furlani,
di confine in confine andarono a lavorare
a Fiume, città che non ricordo

che fine hanno fatto le svaporate memorie
gli alberi abbattuti dal nonno nella pianura balcanica –
l'imperatore gli fece indossare
la divisa ungherese, e andò più lontano

non disse nulla, tenendo il sellino
della mia prima bicicletta da grande

e l'ospedale bombardato, la minestra coi calcinacci,
la donna polverizzata che lasciò un collo di volpe sull'albero
dove sono ora?

*

mio nonno sta in una brocca, papà sotto l'erba
i nonni austriaci nel doppio ovale
tra perle e gioielli sul comò di mia madre –
lei vive di fatiche e rimpianti:
è svanito ogni gesto, i silenzi eleganti, il cappello nero

e le piante uccise per distrazione, dove sono?
dopo tanto affannarsi, tanto strizzare i panni
alle donne si sono aggrinzite le mani...

evaporati i ghiacciai d'antan, lordati di scorie i bordi
mi si è stretta l'anima come una noce:
ma sussurrano i boschi ancora, i grandi boschi
vestono con pellicce morbide i monti
coprono di macchie vive le colline

° Ceneda fa parte di Vittorio Veneto, che prese questo nome dopo la prima guerra mondiale

postato da: aboutyou alle ore agosto 03, 2009 11:06 | Permalink | commenti (4)
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martedì, 07 luglio 2009

munch

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ombre isolate, quando è sera
vanno strisciando –
archi aperti su polvere compressa
snodano il tempo in senso inverso

ricordo vapori luminosi oltre i rami
mentre volavo in bicicletta
esaltata a salire ancora, più in alto…
vedevo i monti e il cielo sotto di me
le nuvole sfilavano in corsa…

ma ora qui, il pavimento in terra battuta
ha conglomerato ossa, sepolto il respiro
è trappola di polvere ai corpi

quando è sera
strisciano nuove ombre fino all'orlo –
stracci allo sbando sventolano fuori
punto di domanda al futuro –
nel buio esteso tremano esche
crepita il fosforo, è subito spento

i guardiani del giorno
domani
spilleranno silenzio agli albóri

postato da: aboutyou alle ore luglio 07, 2009 16:19 | Permalink | commenti (5)
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venerdì, 05 giugno 2009

turner 2

 

 

 

 

 

 

 

 

le stagioni vibranti e compresse, suoni in contrasto acidulo –
questo ricordo – pennellate a guazzo in tempesta –
le brume spumavano a perdersi nella maniera di Turner
fra gialle incrostazioni naufraghe, mostri fluttuanti dall'occhio fisso
lo sguardo di Dio si celava dietro masse disalberate

e poi ricordo
spigoli in pietra al centro
di prospettive raggianti, sfalsate –
le statue giacevano stese in tranquillità sinistra
e non mandavano echi, le piazze –
assorbivo inchiostri e urla fatue
tra le maglie aperte del tempo,
sangue fluiva dalle mie dita escoriate
sentivo battere chiodi, note precipitare
moribonde sull’orlo del caos

annusavo il tempo

avrei voluto armonia
intervalli fra suoni svanenti, un coro intorno a me –
dopo il sipario emersero
impazienti rimorsi, pungoli, nostalgie
le carezze non date

in deriva di attesa
mi sommerse un liquefatto silenzio


postato da: aboutyou alle ore giugno 05, 2009 16:33 | Permalink | commenti (6)
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mercoledì, 27 maggio 2009

 c'ero anch'io...nell'emozione del gospel

DSC09591

foto di Piero Orsoni

postato da: aboutyou alle ore maggio 27, 2009 16:09 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 30 aprile 2009

Shell_Sand_Sun_II_by_zargmark

 

 

 

 

 

 

 

oltre il balzo del frangiflutti
le conchiglie spiaggiate in massa
qualche raro passante
spezza

fra tappeti scrocchianti e macerie
la fanciulla stupita
con un'unghia di porcellana
sfiora scaglie

tu puoi romperle o carezzarle, questo è niente:
l'assassino già le ha trafitte, succhiate dai fori a cono
conoscono sventramenti e tempeste
lo sfinimento d’inverno, sferza d’acqua crudele

così è più dolce la fine, ora
lungo le inquiete correnti del mare –
un prato mormora a destra
ondeggiano fiori di sole

conchiglie sfatte
in ventagli svaniscono, spirali ellissi
cangianti in collo di tortora
stelle diventano, informi macchie
gioielli o grani di sabbia

folgorato dall'onda non vedo
il bianco go-fun giapponese
ma creature marine rugose
sognanti una pace imperfetta






postato da: aboutyou alle ore aprile 30, 2009 15:47 | Permalink | commenti (4)
categoria:le mie poesie, foto
lunedì, 16 marzo 2009

Lagoon_House_by_Orsoni

foto di Piero Orsoni

furono case, il cielo buca le finestre
e la cantina d'acqua è divisa
fra l'azzurro ed un nero obliquo -
abbraccerei la vita dei mattoni
mentre scivolano i sassi dalle montagne
così eteree, così lontane
con un rosario d'anatre e stecchi
alla deriva fra ricci di spuma e l'immenso

soffre l'albero curvo

me ne andrò a pelo d'acqua fra barene
barche all'affondo, luccichio di marosi:
non c'è nulla di stabile in quel mondo
dove sbattono cenci d'ali
le dimore sono relitti, crollano le torri di guardia
le muraglie corrose da umori grigi
mischiati al rosso

cuciture d'erba saldano le correnti
e la salsedine sgretola dove si cuoceva il pane -
o casa che non sei più casa, simulacro vuoto, nido ai granchi
non so come, ma ridi con labbra di terra accesa
i piedi, sommersi nel verde azzurro

DSC06620

postato da: aboutyou alle ore marzo 16, 2009 15:58 | Permalink | commenti (9)
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